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La cipolla fa bene. Il consumo abituale dell'ortaggio riduce del 20 per cento il rischio di infarto. Uno studio italiano, pubblicato sull’European Journal of Nutrition, segnala infatti che chi assume una o più porzioni di cipolla alla settimana ha un rischio di infarto inferiore di circa il 20 per cento rispetto a chi non ne consuma mai.

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Acquacoltura biologica
L'acquacoltura biologica E-mail
Scritto da GP   
Lunedì 30 Marzo 2009 13:29
acquacultura biologica

L'acquacoltura o acquicoltura, è la produzione di organismi acquatici, principalmente pesci, crostacei e molluschi, in aree confinate e controllate dall'uomo, definite, secondo il tipo di allevamento: peschiere, vivai, valli da pesca o stagni. Tra i prodotti da acquacoltura più diffusi, troviamo: il salmone, la carpa, il pesce latte, il pangasio l'orata, il branzino o spigola, la trota iridea, la mazzancolla.  La FAO indica l'acquacoltura come una fondamentale opportunità per fornire risorse alimentari alla popolazione mondiale, soprattutto per una maggiore diversificazione della dieta, non solo a beneficio dei paesi più poveri, ma anche per sostenere i consumi dei paesi occidentali, in considerazione della costante riduzione degli stock ittici naturali. Un altro aspetto interessante del prodotto proveniente da acquacoltura è la rintracciabilità del prodotto e la sua sicurezza alimentare.

 

Le tecniche di acquacoltura certificate 

 

L’ICEA, l’Istituto per la certificazione etica e ambientale, ha attivato uno schema di certificazione volontaria per regolamentare gli allevamenti in vasche a terra e la maricoltura.
I contenuti di questa direttiva rispettano i criteri fondamentali della zootecnia biologica, opportunamente rapportati al settore,  i cui tratti caratteristici sono:
·        Una grande attenzione agli aspetti etici e di salvaguardia ambientale

·        Pari attenzione verso pratiche zootecniche che salvaguardino il benessere degli animali

·        La qualità e la naturalità come elemento centrale della produzione.

·        L’alimentazione prevede l'uso di mangimi privi di Ogm, a garanzia del consumatore ed equilibrati rapporti nutrizionali a garanzia della salvaguardia della specie.

Particolare attenzione è stata posta ai parametri fisico-chimici dell’acqua, agli spazi in vasca per numero di esemplari, agli scarichi, perfino alla velocità delle correnti sotto le gabbie. Oltre che, naturalmente, a inquadrare la fondamentale fase della conversione.

Qualità dei prodotti provenienti da acquacolture e loro certificazione 

 

Il tema della sicurezza e della qualità dei prodotti alimentari, compresi quelli ittici, il cosiddetto “benessere degli animali”, il sapere cosa arriva sulle nostre tavole, rappresentano dei tema caldi nell’agenda  dei cittadini e dei consumatori. Proprio per tali ragioni l’IFOAM (International Federation of Organic Agriculture Movements) di avviare il percorso di approvazione dei Basic Standard anche per l’acquacoltura biologica. 

Scegliere prodotti provenienti da allevamenti da acquacolture biologiche significa scegliere produzioni ittiche responsabili che contribuiscono al mantenimento di equilibri duraturi tra conservazione delle risorse naturali, pesca, ed allevamento. Le pratiche di allevamento devono tendere alla tutela e al risparmio dell’acqua. La piscicoltura biologica è inoltre una forma di produzione basata sulla valorizzazione della risorsa idrica e sul benessere del pesce. Il numero di capi da allevamento è sottodimensionato in funzione del benessere degli organismi e in modo tale da ridurre l'inquinamento delle acque superficiali e sotterranee. 

 

Fonti: icea, ifoam, wikipedia  

 
Ultimo aggiornamento Martedì 22 Settembre 2009 08:59
 

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