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Agricoltura biologica
Agricoltura biologica E-mail
Scritto da GP   
Lunedì 30 Marzo 2009 13:18

L'agricoltura biologica è un particolare tipo di produzione agricola che esclude totalmente l’utilizzo di sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere) e di Organismi Geneticamente Modificati.

L'agricoltura biologica non inquina l'ambiente, considera l'intero ecosistema agricolo sfruttando la naturale fertilità del suolo con interventi limitati e non invasivi delle colture. Questo tipo agricoltura si riflette anche sulle modalità di allevare degli animali. Le tecniche utilizzate rispettano il benessere degli animali che vengono nutriti con prodotti vegetali ottenuti secondo i principi dell'agricoltura biologica. Sono assolutamente vietate modalità per forzare la crescita delle bestie e sono proibiti alcuni metodi industriali di gestione dell'allevamento.

Le tecniche utilizzate dall’ agricoltura biologica

La difesa “naturale” delle colture viene effettuata con tecniche di coltivazione appropriate come:

la rotazione delle colture: si evita di coltivare per più stagioni consecutive sullo stesso terreno la stessa pianta. Questa tecnica impedisce ai parassiti di trovare l'ambiente favorevole al loro proliferare e permette di utilizzare in modo più razionale e meno intensivo le sostanze nutrienti del terreno.
la piantumazione di alberi e sementi: si ricrea un tipo di paesaggio in grado di ospitare quei predatori naturali dei parassiti e per creare delle barriere naturali contro gli agenti inquinanti esterni.

la consociazione: si coltivano contemporaneamente piante diverse, l'una sgradita ai parassiti dell'altra.

Nell’ agricoltura biologica gli unici fertilizzanti ammessi sono quelli naturali come il letame ed altre sostanze organiche compostate. L'agricoltura biologica ammettendo soltanto l'impiego di sostanze naturali sostituisce pesticidi e anticrittogamici con concimi organici di origine naturale. La presenza di insetti dannosi e di patogeni (virus, funghi e batteri) viene inoltre contrastata mediante "insetti utili" (che eliminano gli insetti dannosi cibandosene) ed estratti di piante.

Qualità dei prodotti biologici: perché scegliere alimenti biologici

Recenti ricerche hanno dimostrato come alcuni prodotti biologici presentino un contenuto più elevato di antiossidanti e principi nutritivi rispetto a quelli non biologici. Lo studio “Pesticidi nel piatto 2007”, effettuato da Legambiente, ha riportato come gli alimenti biologici siano privi di residui da fitofarmaci. Un’altra ricerca del 2005 ha scoperto come una dieta composta da alimenti biologici elimini le tracce di agrofarmaci contenuti nelle urine dei bambini. Ricerche condotte in seno all'Università di Davis, in California, hanno messo in risalto come rispetto agli alimenti coltivati in modo tradizionale, quelli coltivati biologicamente contengano una maggiore quantità di antiossidanti (carotenoidi e flavonoidi), considerati un’eccezionale rimedio all'invecchiamento cellulare. Nel 2007, studiando un notevole numero di pomodori coltivati nelle maniere più diverse, i ricercatori dell’università californiana hanno riscontrato che quelli coltivati biologicamente avevano il 97% in più di canferolo, il 79% in più di quercetina e il 31% in più di naringina, e che il suolo coltivato con metodi biologici migliorava nel tempo.

Numerosi studi hanno mostrato che la polpa di pesche, pere, mele, susine, arance e kiwi biologici hanno consistenza maggiore e contengono una maggiore quantità di sostanze nutritive e antiossidanti quali zuccheri naturali, vitamina C, beta-carotene e polifenoli. Questi risultati si legano a ricerche precedenti, come quella dell'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, che nel 2002 ha rilevato una superiorità nutritiva di pesche, pere, susine e arance biologiche rispetto alla controparte convenzionale. I pomodori studiati a Davis indicano che la qualità del terreno sia un fattore chiave, ma non sembra essere il solo: per esempio la polpa dei frutti bio contiene meno acqua, e presenta dunque una concentrazione di nutrienti più elevata; un altro fattore è legato alle varietà scelte per la coltivazione biologica che sono spesso più pregiate.

Normative e regole dell’agricoltura biologica

“L’agricoltore biologico”, quando reputa necessario intervenire per la difesa delle coltivazioni, può fare ricorso esclusivamente alle sostanze di origine naturale espressamente autorizzate e dettagliate dal Regolamento europeo (con il criterio della cosiddetta “lista positiva”).

Una parte importante della normativa in materia di agricoltura biologica riguarda la certificazione dei prodotti biologici. I prodotti biologici certificati sono riconoscibili attraverso etichette speciali che devono comparire su ogni prodotto confezionato. I prodotti biologici devono inoltre essere venduti in confezioni chiuse (compresi i prodotti freschi), a meno che non si tratti di vendita diretta da parte di un produttore.

L'agricoltura biologica in Europa è stata regolamentata per la prima volta a livello comunitario nel 1991 con il Reg. CEE 2092/91 relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli e all'indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari.Solo nel 1999 con il Reg. CE 1804/99 sono state normate anche le produzioni animali.

Nel giugno del 2007 è stato adottato un nuovo regolamento CE per l'agricoltura biologica, Reg. (CE) n° 834/2007, che abroga i precedenti ed è relativo alla produzione biologica e all'etichettatura dei prodotti biologici sia di origine vegetale che animale (compresa l'acquacoltura).

L'agricoltura biologica è un metodo di produzione definito e disciplinato a livello comunitario dal Reg. CE 834/07, e dal Reg. di applicazione CE 889/08, e a livello nazionale dal D.M. 220/95.

Organismi di controllo

Gli organismi di controllo sull’agricoltura biologica sono enti privati a cui la legge, tramite l’ autorizzazione dal Ministero delle Politiche Agricole, assegna il compito di verificare il rispetto dei regolamenti attuativi da parte delle aziende biologiche e concedere il proprio marchio da apporre alle etichette dei prodotti venduti dall’azienda associata. Tali organismi dovrebbero rispettare il principio di ‘’terzietà’, ovvero quello di non intrattenere rapporti commerciali o di consulenza con le aziende certificate. Gli organismi di controllo effettuano ispezioni presso le aziende associate con cadenza almeno annuale. Questa ispezione consiste in un sopralluogo di un incaricato dell’organismo certificatore che controlla il rispetto delle normative, la tenuta dei registri e se necessario, in presenza di sospette violazioni, preleva campioni da fare analizzare in laboratorio presso l’ARPAT o presso un laboratorio accreditato dal SINAL (Sistema Nazionale per l’Accreditamento di Laboratori).

Fonti: Aiab, Agricolturabiologica.it, Icea, Wikipedia

Ultimo aggiornamento Giovedì 22 Luglio 2010 08:18
 

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