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Casa clima Eco-towns: le città del futuro hanno il made in England
Eco-towns: le città del futuro hanno il made in England E-mail
Casa clima
Scritto da GP   
Lunedì 20 Luglio 2009 08:07

Eco-towns

Buone notizie dall’Inghilterra. Un articolo uscito su Repubblica.it annuncia, per il 2016, la creazione di cittadelle costruite secondo i più moderni modelli di bioedilizia. Le “eco-towns” saranno dotate di moderne tecnologie e votate ad un generoso e pulito risparmio energetico. Per saperne di più vi invitiamo a leggere l’artico di Repubblica.it a firma di Pietro del Re

 

LONDRA - Le città del futuro saranno bruttine, ecologiche e lillipuziane. Le prime quattro verranno ultimate nel 2016 in Gran Bretagna, e conteranno ognuna 2500 case, tutte a consumo zero, poiché dotate delle ultime tecnologie sul risparmio energetico. Ad ogni angolo di strada sarà inoltre possibile ricaricare le auto elettriche, ovunque si potrà prendere in prestito una bicicletta e i servizi pubblici copriranno capillarmente ogni centimetro quadrato dei nuovi centri urbani. Quanto costerà edificare questi avveniristici agglomerati "verdi"? Il primo ministro Gordon Brown, che si è detto fortemente convinto dell'utilità del progetto, ha appena stanziato l'equivalente di 280 milioni di euro.

Lo scopo delle "eco-towns", così sono state battezzate dalla stampa inglese, è anzitutto didattico: i fortunati abitanti delle case pionieristiche dovranno servire da esempio agli altri cittadini del paese. In Inghilterra, infatti, oltre un quarto delle emissioni di CO2 proviene dell'energia di uso domestico. Ora, come ha spiegato Brown, "per ridurre l'impatto delle attività umane sul clima, ognuno di noi sarà primo o poi costretto a risparmiare sui bisogni di acqua, elettricità e riscaldamento". Per questo motivo, nelle quattro nuove città è previsto un consumo energetico bassissimo: ogni villetta sarà ricoperta di pannelli solari, avrà doppi vetri isolanti e disporrà di un sistema per il riciclo delle acque.

In realtà, i piani edilizi di Gordon Brown erano ben più ambiziosi. Se non ci fosse stata un'alzata di scudi da parte di numerose associazione che tutelano il paesaggio, il premier avrebbe chiesto di costruire non diecimila bensì centomila case ex novo nelle campagne inglesi. Perché, gli hanno chiesto gli attivisti, non concentrare piuttosto gli sforzi e i finanziamenti su le circa ottocentomila case che sono state abbandonate nei decenni? Il ministro delle Infrastrutture, John Healey, s'è difeso sostenendo che "il cambiamento climatico è una sfida che riguarda tutti e che le "eco-towns" rappresentano il modo per vincerla. Per ogni famiglia che vi andrà ad abitare prevediamo un risparmio di circa 600 euro l'anno".

Ma c'è ultimo scoglio che dovrà superare il governo di sua Maestà. Sono le associazioni locali, chiamate ad esprimere un parere vincolante sulla costruzione delle città ecologiche. Molte di loro si sono già schierate contro. Temono, in particolare, una carente urbanizzazione stradale attorno ai nuovi insediamenti, e di conseguenza l'intasamento delle vie di comunicazione già esistenti. Altri, invece, si preoccupano delle conseguenze sulla fauna. "Tutto questo - dice il sindaco di un antico paesino della Cornovaglia - per consentire a pochi eletti di avere in cucina un pannello luminoso che indica a che ora passa il prossimo autobus". E' difficile non condividere il suo scetticismo

 fonte: La Repubblica.it

Ultimo aggiornamento Martedì 29 Settembre 2009 12:21
 

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