SEGUICI!

CERCA BIO


Seleziona la Regione
Tipo di attività
Prodotti
Certificazioni

Eventi BIO


Aprile 2012 Maggio 2012 Giugno 2012
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31

Accedi



Notizie Flash

In Italia, secondo l'Eurispes, i vegetariani sono oltre sei milioni (circa il 10 per cento della popolazione e l'Italia, secondo le stime dell'Unione vegetariana europea, è al primo posto, seguita dalla Germania con il 9 per cento. Link.

Pubblicità

Link consigliati:
Newsfood!
Newsfood! L'informazione ecologica.
Rivieradelconero.it
Scegli una vacanza a contatto con la natura nel Parco del Conero.
Adnova.it!
Consulenti tecnologici per la tua attività in proprio
Slow food
Buono, pulito e giusto



Zootecnia biologica
La zootecnia biologica E-mail
Scritto da GP   
Lunedì 30 Marzo 2009 13:24

zootecnia biologica

La zootecnia è la scienza che si occupa della produzione e dell'allevamento degli animali domestici. All’interno di questa disciplina si colloca la zootecnia biologica, intesa come l’applicazione di tecniche di allevamento rispettose del benessere degli animali. In particolare la zootecnia biologica si preoccupa che gli animali siano nutriti con prodotti vegetali ottenuti secondo i principi dell'agricoltura biologica.

Secondo la zootecnia biologica gli animali sono una parte fondamentale del ciclo ecologico di uno stile di produzione biologico. Gli animali, utilizzando le aree agricole non utilizzate per le produzioni vegetali, come quelle per la produzione di foraggio, fanno evitare rotazioni molto strette delle colture. L’allevamento degli animali, inoltre, aiuta nella diversificazione e nel bilanciamento del sistema agricolo. Infine, il letame prodotto è la fonte principale di materia organica, ed è quindi importante per la fertilità del suolo.

  

Tecniche utilizzate nell’ allevamento biologico

 

Le tecniche di gestione dell’allevamento biologico devono tenere conto dei fabbisogni fisiologici ed etologici degli animali. A tale scopo deve essere consentito loro di esplicare i loro basilari fabbisogni comportamentali e le tecniche di allevamento, specialmente se richiedono il raggiungimento di buoni livelli di produzione e buone performance di crescita, debbono essere dirette al mantenimento della buona salute degli animali.

 

Le razze scelte per l’allevamento devono essere compatibili siano con le condizioni locali, questo al fine di ottenere produzioni ragionevoli con bassi livelli alimentari, una buona resistenza e longevità degli animali e prodotti di qualità.

Gli animali deve vivere in un alloggio che consenta loro un movimento adeguato, sufficiente aria fresca e luce solare, protezione dalle intemperie, ampie aree di riposo coperte da materiali naturali, libero accesso all’acqua ed al cibo, il tutto deve essere costruito con materiali non trattati o coperti da sostanze tossiche.

Sono vietate pratiche che determinino la mutilazione degli animali come il taglio della coda, la castrazione, il taglio dei denti, il debeccaggio, la tarpatura delle ali, ed altre.

La dieta deve essere bilanciata in accordo con le necessità nutrizionali degli animali ed essere di buona qualità. Gli alimenti debbono provenire da agricoltura biologica. Non possono essere assolutamente utilizzati promotori di crescita, conservanti, coloranti, sottoprodotti animali (farina di carne) per i ruminanti, alimenti trattati chimicamente (es. farine di estrazione) o addizionati con altri agenti chimici.

Gli animali allevati dovrebbero provenire da altri allevamenti biologici. Nella impossibilità di realizzare questa condizione, soprattutto nei primi tempi, vengono posti dei limiti all’acquisto e vengono stabiliti i tempi minimi di permanenza nell’allevamento dopo i quali le produzioni possono essere considerate biologiche.

Quando necessario gli animali debbono essere curati da veterinari che pratichino la fitoterapia, l’omeopatia od altre medicine dolci. I trattamenti classici per il momento non sono proibiti del tutto, ma è necessario rispettare un periodo di sospensione doppio rispetto a quello di legge. Sono consentite le vaccinazioni di legge.

 

Perché scegliere la zootecnia biologica

 

Lo studio dell’ecologia applicato alle produzioni animali mette in evidenza quanto poco rispettosa dell’ecosistema possa essere un tipologia di allevamento intensiva e non rispettosa dei principi biologici. Al fine di ottenere il massimo profitto col minimo della spesa, vengono utilizzati sistemi che non tengono conto né del benessere degli animali allevati, né della salvaguardia dell’ambiente, con poco riguardo anche al consumatore finale. Tutto il contrario, insomma, di quello che si pone come scopo principale la zootecnia biologica.

Sono fatti di cronaca gli episodi che raccontano i danni provocati da una zootecnia non biologica e intensiva: l’eutrofizzazione delle alghe dell’Adriatico dovuta agli allevamenti dei maiali della Pianura Padana, i pericoli immediati per la salute umana, come nel caso degli estrogeni ritrovati nelle carni di bovini trattati fraudolentemente dagli allevatori a scopo di profitto, la diossina nei mangimi e quindi nelle carni dei maiali, o dell’epidemia di BSE, la malattia della mucca pazza, originata dall’utilizzazione delle farine di carne di pecore ammalate nella alimentazione di altri animali.

Giunti ad una eccessiva industrializzazione si dovrebbe ritornare ad un tipo di zootecnica non inquinante, rispettosa della natura, degli animali e dell’uomo. Si tratta cioè di rendere possibili, attraverso tecniche appropriate, produzioni animali ecocompatibili che soddisfino un gran numero di consumatori a costi non di molto superiori a quelli della zootecnia industriale.

 

Normative e regole della zootecnia biologica

 

Il rispetto del benessere degli animali fa la grande differenza con i sistemi di allevamento tradizionali sia intensivi che estensivi. Questo concetto è presente da tempo nelle “linee guida” redatte da alcuni Paesi e, quel più conta, in alcune normative della Comunità Europea, compreso il Reg. CE 1804/99. Il 24 agosto 1999 è stato pubblicato il Regolamento CE n. 1804/99 che completa, per le produzioni animali, il Regolamento CEE n. 2092/91 relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli e all'indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari. Il 4 agosto 2000, con il Decreto n. 91436, il Ministro delle Politiche Agrarie e Forestali, ha stabilito le modalità di attuazione il Italia del Regolamento CE n. 1804/99.

 

Fonti: aia, coldiretti, ifoam, wikipedia

Ultimo aggiornamento Martedì 22 Settembre 2009 08:54
 

Commenti 

 
#1 Consulente benessereGiuseppe Torrisi 2014-01-05 14:28
www.rosa-canina-benessere.com
Citazione
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Vacanze

Ecologia